Molto green, ancora poco job

22 Set

Da circa 15 anni a questa parte, sempre più spesso, si parla di green jobs, ovvero quelle nuove specializzazioni legate allo sviluppo del paradigma della crescita sostenibileche rappresentano una vera e propria prospettiva lavorativa per molti. Soprattutto in un momento come quello attuale in cui la crisi è diventata la dimensione normale delle relazioni lavorative. A detta degli esperti la green economy appare essere una delle maniglie più solide alla quale agganciare la ripresa. Se ne discute questi giorni ad Ecomondo 2011, nella fiera di Rimini sulle novità dei green jobs.

Basti pensare, inoltre, secondo uno studio dell’Isfol, che l’80% di chi ha seguito un master ambientale trova occupazione in meno di 6 mesi. Nel biennio 2007-2008, i master sono stati 300, molti di più rispetto ai 60 attivati fra il 1999 e il 2000. A questi si aggiungono i 2000 corsi che in media ogni anno vengono promossi da oltre 500 enti pubblici e privati, ai quali partecipano fra 50 e 55 mila persone. Secondo i ricercatori dell’Isfol, tuttavia, i master ambientali rispondono solo in parte ai fabbisogni professionali e formativi dei sistemi territoriali ed economici.

Parliamo invece di numeri in Italia. Si parla di circa 100mila occupati nel settore con forti prospettive di crescita, un toccasana non appena si fa riferimento ai 2,1 milioni (134mila in più rispetto al 2009) di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e di altrettanti 2 milioni di scoraggiati (che hanno rinunciato nella ricerca di un impiego).

Per quanto riguarda la ripartizione del lavoro, come pubblicato dall’Ires nel dossier “Energia e lavoro sostenibile” del gennaio scorso, I settori più importanti sono l’eolico, con circa 10mila addetti, il solare fotovoltaico, con circa 5.700, e quello delle biomasse con circa 25mila occupati, mentre il restante si distribuisce tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico e le altre forme minori che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50 mila lavoratori

Ritornando invece alla cronaca, anche domani negli Stati Uniti si parlerà di green jobs, in una relazione il cui nome è già di per sè esplicativo : “How Obama’s Green Energy Agenda is Killing Jobs“. I numeri, almeno negli States, dicono ben altro: 100 mila le persone che continuano a lavorare nel settore. Un risultato che, se da un lato è confortante , soprattutto per la crescita del quasi 7% dell’industria del fotovoltaico, sa di amaro per Obama. I 5 milioni di posti promessi nella campagna elettorale  legati al mondo green purtroppo non ci sono stati e ancora non si ha una visione ambientalista unitaria, soprattutto per la forte resistenza repubblicana nel far passare il provvedimento caps and trade, una serie di provvedimenti normativi mirati a combattere l’ inquinamento aumentando il costo dell’energia proveniente da fonti fossili, e rendendo quella da fonti rinnovabili più competitiva. I dati parlano, per ora, solo di un 2% occupato nel settore del rinnovabile.

Per approfondimenti:

http://www.energiesensibili.it

http://miojob.repubblica.it

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